Il terziario in ripresa nell’immobiliare: uno studio di settore

15 September 2016

Secondo studi recenti sul fronte immobiliare, sarebbe il settore terziario a dominare a livello Europeo. Tra le differenti strutture sarebbero hotel e uffici i più quotati, seguiti da centri commerciali, logistica e settori alternativi, che restituiscono risultati differenti a seconda dell’area a cui si riferiscono.

All’interno del contesto europeo, Scenari Immobiliari prende in considerazione per l’analisi condotta, Paesi quali Italia, Francia, Regno Unito e Germania, che insieme costituiscono il 68% circa del PIL dell’intera Unione Europea, nonché il 55% circa del fatturato immobiliare complessivo. All’interno di questo, l’industria immobiliare contribuisce con un 18%, impiegando un personale pari a dieci milioni di occupati.

Considerando invece il patrimonio immobiliare, la superficie complessiva è di circa 18milioni di mq, che corrisponde ad un valore di quasi 29 miliardi di euro. La maggior parte di questi, però, ovvero il 24,5%, sono prodotti dal segmento residenziale. Meno volume occupa, dunque, il settore terziario, del quale gli uffici rappresentano solamente un terzo: i Paesi con la percentuale più elevata sono Regno Unito, Francia e Germania, con picchi di circa, rispettivamente, 30% e 25%, numeri a cui l’Italia non riesce ad avvicinarsi.

Sono numeri ridotti, quindi, quelli del terziario rispetto al residenziale: 4.030 milioni di mq di superficie per un valore totale di 4.667 miliardi di euro.

Nonostante tale situazione, resta il settore terziario quello maggiormente preso in considerazione per gli investimenti, in quanto considerato più solido del residenziale, e maggiormente in grado di produrre reddito.

A ribadire questo trend i dati forniti da Jll, secondo i quali il comparto degli uffici dimostrerebbe una forte resistenza, se non addirittura crescita, per quanto debba ancora confrontarsi con il fenomeno Brexit.

Diversamente si comportano i centri commerciali che rispondono maggiormente all’andamento economico e dei consumi e che viene influenzato sempre di più dall’interazione con il web, così come le attività legate alla logistica.